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Cos'è la CCSVI

La CCSVI (Chronic cerebro-spinal venous insufficiency – Insufficienza Venosa cronica cerebrospinale) è una patologia nella quale le vene cervicali e toraciche non sono in grado di rimuovere in maniera efficace il sangue dal sistema nervoso centrale a causa di malformazioni e/o restringimenti principalmente a carico delle vene giugulari e dell'azygos.

Questa patologia dell'apparato circolatorio è stata descritta nel 2008 dal Prof. Paolo Zamboni, direttore del Centro Malattie Vascolari dell'Università di Ferrara. 
Nel settembre 2009, al congresso della UIP 50 (congresso mondiale dei chirurghi vascolari), gli esperti di malformazioni vascolari di 47 paesi hanno riconosciuto la CCSVI come una nuova patologia e votato all'unanimità di inserire tali occlusioni nel novero delle malformazioni venose congenite di tipo trunculare, ovvero fra quelle che si sviluppano fra il 3° ed il 5° mese di vita intrauterina. Il documento di consenso internazionale ne avalla anche la terapia attraverso angioplastica dilatativa o PTA. 
La diagnosi avviene, attraverso un esame non invasivo, un ECO COLOR DOPPLER venoso che misura la circolazione transcranica ed extracranica. 
Il professor Zamboni ha altresì individuato una correlazione tra la CCSVI e la sclerosi multipla (SM). In uno studio pilota condotto in collaborazione con il dottor Fabrizio Salvi, neurologo del Centro il BeNe dell'Ospedale Bellaria di Bologna si è potuto dimostrare come i 65 pazienti affetti da sclerosi multipla testati possedessero dei problemi venosi. 

La stasi venosa, e quindi anche la CCSVI, come avviene in altre parti del corpo umano, può causare un lento deflusso del sangue. Ecco alcuni dei sintomi:

  • Affaticamento in aumento progressivo nella giornata;

  • Mal di testa, che peggiora in posizione supina;

  • Riduzione di grado variabile del controllo sfinterico;

  • Riduzione delle funzioni motorie e sensoriali;

  • Riduzione della acutezza visiva;

  • Problemi e vuoti di memoria o TGA;

  • Difficoltà di deglutizione;

  • Difficoltà di linguaggio;

  • Impedimento delle funzioni sessuali;

  • Pallore nel viso;

  • Riduzione della memoria di lavoro;

  • Disturbi del sonno.

Così come il cattivo funzionamento del sistema venoso degli arti inferiori provoca delle sclerosi sottocutanee, le stasi dei piccoli vasi venosi cerebrali e toracici potrebbero essere la causa iniziale delle placche sclerotiche, tipiche della sclerosi multipla. A confermare la teoria concorre la presenza anomala di depositi di ferro intorno alle vene cerebrali e a livello encefalico e spinale. 

Il trattamento terapeutico della CCSVI ad oggi consigliato è l'angioplastica percutanea (PTA). L'intervento è mini-invasivo e solitamente il medico accede al sistema venoso attraverso una puntura a livello della piega inguinale, introduce un catetere avente alla sua estremità un palloncino che dopo essere stato posizionato al livello dei blocchi venosi viene gonfiato in modo da dilatare la vena ostruita. La procedura prevede una anestesia locale ed eventualmente una blanda sedazione, ma il paziente durante l'intervento rimane cosciente.

A distanza di qualche mese da questo primo trattamento è stato rilevato un discreto tasso di restenosi (soprattutto a carico delle vene giugulari), ma in questo caso è possibile intervenire una seconda volta ripetendo il trattamento che si è poi dimostrato in linea di massima definitivamente risolutivo.

 

 

 

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